Lin-credibile Jeremy

 
  • 17 febbraio, 2012

Ma quale Carmelo Anthony, ricco e infortunato talento naturale del basket. Il nuovo idolo assoluto dei tifosi dei New York Knicks è Jeremy Lin, padre di Taiwan, madre cinese, fino a un mese fa nei panni più o meno del portaborse dei compagni.

Poi gli infortuni del predestinato Melo e del play titolare Baron Davis hanno aperto le porte del parquet  allo sconosciuto laureato di Harvard (stesso ateneo di Obama) ed è stato un trionfo. La squadra di Mike D’Antoni, che fino a quel momento stentava con un numero doppio di sconfitte rispetto ai successi, ha infilato sette vittorie di fila grazie ai numeri da playground di Lin.

Jeremy è arrivato nella Big Apple poco dopo Natale, tagliato dai Golden State Warriors, una delle squadre peggiori della Lega Nba, che lo avevano assoldato nel 2010 dopo che nessuna franchigia si era sognata di ingaggiarlo nel Draft. Quando anche le riserve delle riserve nel ruolo di playmaker hanno subito infortuni o deluso le aspettative della piazza, dall’ultimo centimetro di panca dei Knicks si è alzato il ragazzino che nessuno conosceva. Venticinque punti all’esordio, lesa maestà contro i Lakers di mister Kobe Bryant con 38 punti, canestro decisivo a mezzo secondo dalla fine contro i Raptors e record di assist per il settimo sigillo nel match tra NY e Sacramento, solo per citare gli highlights di due settimane da favola e dell’esplosione della “Linsanity”, come è stata definita dai giornali americani.

Secondo Forbes il marchio Jeremy Lin vale già diversi milioni di dollari, il partito comunista della città d’origine della madre rivendica con orgoglio le radici del talento. Il sito dei Knicks è in tilt con contatti di massa dall’Est del Mondo. Tutto per un giocatore che fino a 15 giorni fa dormiva sul divano del fratello o su quello del compagno di squadra Landry Fielders.

Da correre a vederlo giocare al Madison Square Garden prima che l’ultima pagina del libro delle fiabe si porti via le imprese di Jeremy Lin, numero 17 dei New York Knicks.

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