Ultima cena

 
 
  • 5 marzo, 2012

Per una qualche ragione, i condannati a morte statunitensi hanno un bizzarro privilegio: possono scegliere quello che sarà il pasto che sigillerà la loro vita. Probabilmente, una sorta di modo che la giustizia americana adotta per pulirsi la coscienza.

A volte sono gli stessi detenuti a preparare le “ultime cene” dei compagni. Come Brian Price, chef per undici anni nel braccio della morte di una prigione texana. Nel suo libro, Meals to die for, Price snocciola almeno un paio di aneddoti interessanti, e ci rivela non solo che il piatto più gettonato per l’ ultimo giorno nel miglio verde è hamburger con patatine, ma anche che le richieste dei prigionieri non sempre vengono esaudite.

Ma quali sono state le “last suppers” più strane in assoluto? Il fotografo newyorchese Henry Hargreaves, sulla scia di un esperimento precedente del collega James Reynolds, risponde all’ interrogativo con un progetto di sicuro impatto visivo, tanto essenziale quanto toccante: “No Seconds“.

Eccolo per voi in una gallery. Da contemplare in assoluto silenzio.

 

2 Risposte

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  • Mat scrive:

    Molto suggestivo. Dev’essere difficile scegliere l’ultimo pasto… Inoltre ho notato che Ronnie Lee Gardner ha voluto guardarsi il blu ray de “Il Signore degli Anelli” gustandosi il suo ultimo pasto!

  • Nina scrive:

    bellissimi questi ultimi pasti. molto suggestivi, interessanti. mi ha colpito molto colui che ha voluto mangiare solo un’olica, col nocciolo. forse era davvero uno malato di mente. e probabilmente il “nostro” ultimo pasto riflette chi siamo davvero. in fondo: “siamo quello che mangiamo”…

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